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“Il Fornicaio” di Matteo Edoardo Paoloni è irriverente e ironico

Cari lettori,

Una delle letture più sorprendenti del mese di febbraio è stata “Il Fornicaio” di Matteo Edoardo Paoloni, collega e compagno di scrittura presso la Casa Editrice Letteratura Alternativa Edizioni.

Leggo spesso e volentieri nei gruppi letterari e di consigli di letture:

“Vorrei leggere un libro divertente…” – “…un libro che mi faccia sorridere…”

Matteo fa questo e lo fa in un modo che ho trovato del tutto nuovo ed innovativo! L’autore non vuole presentarsi come comico o cantore di barzellette e gag alla zelig-maniera, il suo libro è sì divertente, fa sorridere, contiene dell’ironia, ma allo stesso tempo mette il lettore sotto ad una luce come quella dell’occhio di bue.

Ci si trova soli, della serie “siamo solo io e te, caro libro… vogliamo metterci a pensare? Vogliamo creare una connessione tra anima e mente?”. La risposta a questa domanda arriva poi spontanea… semplicemente “Sì…”, proprio perché Matteo attraverso le sue storie, alcune brevi, altre più lunghe, ci permette di “ridere”, ma anche di commuoverci, di renderci conto, di realizzare, di prendere consapevolezza. Tante le tematiche toccate, da quelle famigliari agli argomenti più caldi sulle nuove generazioni, all’amore, alla fede politica, e così via. Il finale di ogni racconto lascia interdetti, il sorriso cede spazio alla riflessione, l’ilarità e lo stile spensierato di Matteo portano il lettore a ritagliarsi un piccolo momento di raccoglimento, che personalmente ho apprezzato molto.

Al Papeete solo bella gente, gente in forma, gente a posto, tanta figa, roba nostra, made in Italy, ci facciamo un cocktelino, […] qui al Papeete gente giusta, mica quegli sfigati dei centri sociali, un giro in modo d’acqua, le cubiste al ritmo di Mameli, Mojito o Caipirinha?

Il libro di Matteo è una fucina di messaggi ed esperienze di vita, la parte che mi ha intenerito maggiormente e che ho trovato assolutamente geniale è quella dedicata ad una breve cronistoria della vita dello scrittore, rappresentata da un piccolo aneddoto, che caratterizza ogni anno solare, dal 1986 al 2020!

1998

Leonardo Di Caprio batte i denti nelle acque gelide dell’Atlantico settentrionale. Kate Winslet galleggia su una tavola di legno. Ci sarebbe spazio per tutti e due, su quella tavola, ma per qualche ragione Leonardo se ne sta lì, livido in faccia.  […] Sui titoli di coda tiro su con il naso. Mi asciugo gli occhi come posso. Le luci della sala si accendono. Ilenia, mentre piange, si mette a ridere. “Oddio sei tutto rosso.” “Lo so. Hanno i riscaldamenti a palla.”

Leggendo ogni mini-racconto, sono cresciuta (di nuovo) insieme a Matteo, ripercorrendo la società italiana di quegli anni, trovando somiglianze rispetto alle sue e alle mie esperienze di vita e confrontandomi non solo con un mio coetaneo, ma con un autore con uno spiccato senso di osservazione e critica!

Very good job, Matteo! Lettura super-consigliata!

2 pensieri riguardo ““Il Fornicaio” di Matteo Edoardo Paoloni è irriverente e ironico

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