Reviews

“Benvenuti nel 2050” – Scoprire il futuro con alcune riflessioni

Cari lettori,

mi sono presa una pausa per leggere un po’ in solitaria. A volte si è calati così a fondo nel ruolo, che la quotidianità ci ha assegnato, tanto che non si riesce a concludere quello a cui sentiamo di essere maggiormente destinati. Sperando di riuscire a scrivere con più assiduità, vorrei rompere questo silenzio che dura da prima di Natale con una lettura, che mi ha tenuto compagnia sia durante le vacanze natalizie, sia nel periodo subito successivo.

Vi parlo, quindi, di un saggio acquistato qualche mesetto fa: è il saggio della futurista Cristina Pozzi, dal titolo “Benvenuti nel 2050 – Cambiamenti, criticità, curiosità”.

Avevo letto alcune info di questo saggio proprio l’estate appena passata; mi aveva incuriosito a tal punto, che ero entrata in libreria, presa dal tipico “acquisto-d-impulso” 😊

Partiamo subito con i 3 punti, che mi servono per fare una panoramica della lettura:

1) LA TRAMA. Cristina Pozzi racconta con uno stile molto chiaro e descrittivo tutto quello che ci aspetta tra soli 30 anni (eh sì, sono davvero pochi). Il libro si suddivide in quattro parti, che affrontano ognuna un aspetto diverso del futuro che verrà. Vari argomenti vengono analizzati: dalle caratteristiche demografiche, culturali e politiche della popolazione del futuro a come useremo il nostro tempo libero, dai viaggi interstellari alle mutazioni della nostra alimentazione. Il ritmo è vario e non ci si riesce ad annoiare nemmeno per una pagina!

2) IL PARAGRAFO DEL CUORE (in questo caso, non è proprio un paragrafo che “fa battere il cuore”, ma è la cosa che mi ha più colpito di questo futuro 2050!). Molti, come primo appuntamento, scelgono quello virtuale perché i sensori degli strumenti di realtà virtuale, esaminando la dilatazione delle pupille e i battiti del cuore di entrambi, rivelano immediatamente se ci sono le basi per una relazione duratura. Durante l’appuntamento virtuale è possibile cambiare location e godersi un tramonto in riva al mare, una passeggiata in campagna o una cena all’ultimo piano di un grattacielo con vista su tutta la città. […] Nella migliore delle ipotesi, qualora cupido scocchi la sua freccia elettronica, è anche possibile sperimentare il primo bacio in formato virtuale.

3) DA LEGGERE SE… siete da sempre fan del futuro o di film come “L’uomo bicentenario”, “Ritorno al futuro” e “In Time”…

Robin Williams in “L’uomo Bicentenario”

“Benvenuti nel 2050” è un libro che oltre a sorprendermi per il modo in cui (presto) vivremo, mi ha fatto anche molto riflettere. Che forse Cristina Pozzi raccontando tutte queste possibili evoluzioni, non abbia voluto “spaventarci” (nel senso buono del termine) anche un po’?

In alcuni pezzi del libro, tra lo stupore e la meraviglia di leggere che ci nutriremo solo di insetti e ci fidanzeremo dopo esserci affidati ad un algoritmo, che ci indicherà il partner idoneo per noi, mi sono anche sentita un po’ intimorita al pensiero che qualsiasi cosa vorremmo fare sarà “facile”, accessibile, veloce, non più una perdita di tempo. Gli spostamenti saranno molto più rapidi, le informazioni le potremo leggere sul frigo di casa nostra (qualsiasi esse siano) e la tecnologia avrà fatto passi che non si potranno nemmeno definire “da gigante”. Ciò che più mi ha impressionato è che non ci sarà più la cosiddetta fatica nel guadagnarsi qualcosa. Scusate la superbia, ma sono figlia di un’epoca dove le ricerche per scrivere un testo o un saggio o semplicemente un lavoro scolastico, si effettuavano in biblioteca o sulle pesanti e spesse enciclopedie dei nonni. Non riesco ad immaginare un mondo dove sia tutto pronto, sia tutto “ok, premi questo pulsante e ti sarà dato”. Non riesco davvero a farmene una ragione e nel riflettere su questo, mi sento già estremamente vecchia e demodé.

Magari è giusto che l’umanità non abbia diritto a conoscere il futuro, cosa gli aspetterà, cosa succederà. Avere la certezza dei cambiamenti e sapere che davvero si avvererà tutto in quel modo non è un pensiero che ci è dato avere. Pensate a quello che potrebbe scoppiare!

Il saggio mi ha fatto scoprire un nuovo lato di me stessa: non avrei mai pensato di essere così “paurosa” del futuro. Mi reputo una persona, che fa di tutto per adattarsi alle situazioni e che cerca di trovare il lato positivo, ma la lettura di questo saggio mi ha davvero sorpreso.

Da un lato, rimango scettica sullo scenario che tra così poco tempo, tutto ciò si possa realizzare, dall’altro lato, vorrei poter aver l’occasione di vivere le situazioni che descrive Cristina, per capire come ci si sente ad essere in prima linea!

Come dice il proverbio “Chi vivrà, vedrà”… Nel 2050 ci ritroveremo qui per fare la check-list di ciò che si è avverato e di ciò che deve ancora essere, che ne dite?

Reviews

“Come farfalle sull’acqua” di Monica Tedeschi: delicato, elegante e volubile… proprio come le farfalle!

Oggi vi parlo di una delle ultime letture che ho terminato: “Come farfalle sull’acqua” di Monica Tedeschi, una talentuosa artista fotografa, alle prese con l’esordio di questa sua prima opera letteraria.

Per prima cosa, ecco i 3 punti, per introdurvi al meglio questa recensione:

1) LA TRAMA. L’autrice racconta la sua vita, fatta di una obbligata convivenza con la depressione bipolare, causa e anche un po’ merito della sua difficile, ma straordinaria crescita personale e professionale. La scrittura è scorrevole, vera, senza filtri, senza edulcorazioni e senza congetture. Monica attraversa alcuni episodi della sua biografia, spiegando con cura la sua esistenza costellata dall’eterno conflitto di creazione e distruzione dato dalla depressione. Si ispezionano i rapporti umani, le relazioni affettive e lavorative e le difficoltà nell’accettare questo ostacolo, che arriva a forzare decisioni, rinunce e fughe.

2) IL PARAGRAFO DEL CUORE. Nasciamo piangendo, cresciamo in conflitti interiori e sociali, diventiamo adulti in mondi e società che cambiano repentinamente, invecchiamo spesso quasi mai pronti all’invecchiamo stesso.

Viviamo sapendo di morire, due estremi filosoficamente inaccettabili, sembra di essere venuti al mondo con una conditio sine qua non.

È come se ci dicessero alla nascita, quando gridiamo il primo pianto… ecco ora sei qui, ma è solo un passaggio. Ora sei ma non si sa quando non sarai più.

3) DA LEGGERE SE… vuoi approfondire questa tematica importantissima, ma spesso un po’ trascurata, ovvero la depressione bipolare.

La depressione bipolare è una materia, che si può definire “moderna”, “ostica” e in molti casi difficile da tenere sotto controllo. Mentre, leggevo il libro di Monica, mi è capitato di soffermarmi per diversi minuti su alcuni brani del suo racconto, di rileggerli 2 o 3 volte e di rimanere per alcuni secondi a pensarci su.

Monica parla senza inibizione delle sue alternanze di fasi profondamente depressive a fasi al contrario molto euforiche. La destabilizzazione, che lascia questo gioco di cambiamenti, è dura da combattere e non si può fare finta di niente.

Mentre leggevo il libro di Monica, ho cominciato a guardare anche la miniserie “Modern Love” su Amazon Prime Video. Tra il scettico e il sospettoso-andante, ho deciso di dare una possibilità a questi otto episodi, che hanno l’intento di parlare dell’amore dei “nostri” tempi, i tempi moderni, il nuovo millennio, che regala amori un po’ impossibili, o solamente un po’ indecisi a partire e a fare il botto. Ogni episodio tratta di una storia d’amore particolare e sempre diversa, che viene poi supportata nell’andare avanti o nel concludersi da una specie di “persona-catalizzatrice”, che aiuta il/la protagonista a prendere la decisione giusta.

Uno degli episodi che più mi ha colpito è proprio quello riguardante la depressione bipolare, che vede una stupenda e bravissima Anna Hathaway, nel ruolo di una ragazza affetta da questo disturbo. In questo episodio di Modern Love, viene fuori la sofferenza e la difficoltà nel mantenere e approfondire anche solamente una conoscenza con un ragazzo incontrato una mattina qualunque in un supermercato. Anna Hathaway, che interpreta il ruolo di un avvocato in carriera, combattuta dal confronto che subisce tutti i giorni nel lavoro e in famiglia con il bipolarismo, riesce finalmente ad essere aiutata dalla sua collega (ecco, che compare la catalizzatrice!) ad uscire dalla bolla di sapone che si era costruita. E… finalmente anche io ho avuto il mio lieto fine! 😊

Guardando questa storia e continuando a leggere Monica, ho trovato davvero tanti punti in comune: primo fra tutti, il dispiacere di rinunciare a qualsiasi sfida, relazione o situazione. Seconda cosa, la continua necessità di fuggire e cambiare vita, che nasconde una necessità di scappare da un destino più grande di sé stessi, in alcuni momenti troppo impegnativo per far sì che venga affrontato da sole/i. Come in Modern Love, anche nel libro di Monica sono riuscita a trovare LA persona catalizzatrice, che è incaricata di cambiare le sorti dei nostri destini e regalarci il nostro MERITATO (seppur sofferto) lieto fine: proprio il suo papà, che fin dalla scoperta del bipolarismo, non abbandona Monica in nessun momento, diventando una delle spalle migliori a cui affidarsi e spronandola a dare sempre il meglio di sé stessa in tutto ciò che crea, affronta o semplicemente vive!

“Come farfalle sull’acqua” è un libro stimolante, da cui non riesci a staccarti, fin dalla prima pagina!

Spero che lo leggerete presto! Alla prossima recensione! Bye!